Micron Document
██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝


🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b

🔍 Search

¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯

Appennini
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
Gli mwbqAppennini sono il mwbgsistema montuoso lungo circa mwbw1200 km che si distende dalla zona settentrionale d'mwcaItalia fino a quella meridionale, disegnando un arco con la parte concava a sudovest. Insieme alle mwcqAlpi, caratterizzano il rilievo e il paesaggio di gran parte del paese, interessando ben quindici regioni: quattro della sua mwcgparte continentale, tutte le regioni della mwcwpenisola italiana nonché, secondo numerose fonticite-ref-siculo-1-0[1], la parte settentrionale della mweaSicilia. Per questi motivi sono spesso chiamati «spina dorsale della penisola italiana»cite-ref-2[2].

Contents

Note
Libri

──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────

Etimologia

L'origine più probabile sembra dal mwgaceltico o dal mwgqligure antico mwggpen(n) o mwgwben, "montagna, cima", riconducibile alla radice indoeuropea mwha*pen / *pend con il significato di mwhqessere appeso, mwhgessere in pendenza (mwhwIEW 998), essendo il nord Italia dominato da tali popolazioni nel IV secolo a.C. o prima. Poi il nome sarebbe passato dall'indicare, dal solo Appennino settentrionale, tutta la catena.cite-ref-3[3]cite-ref-4[4]

Descrizione

Gli Appennini corrono per tutta la loro lunghezza in territorio mwkgitaliano, con l'eccezione del mwkwMonte Titano, appartenente alla mwlaRepubblica di San Marino. Lo mwlqspartiacque della catena appenninica divide la superficie della Penisola in due versanti: mwlgligure-mwlwtirrenico e mwmaadriatico-mwmqionico, differenti tra loro sotto molti aspetti. La differenza più appariscente è data dall'asimmetria dei due pendii: la catena infatti segue una linea curva, convessa verso l'mwmgAdriatico e concava verso il mwmwTirreno; nel versante ligure-tirrenico la catena principale appenninica arriva a lambire la costa in mwnaLiguria, mentre è bordata dai rilievi dell'Antiappennino tirrenico in mwnqToscana, mwngLazio e mwnwCampania; in mwoaCilento, in mwoqBasilicata e in mwogCalabria la catena principale tocca nuovamente il mare. Nel versante adriatico gli Appennini digradano nella mwowPianura Padana in mwpaEmilia-Romagna, toccano il mare nelle mwpqMarche, in mwpgAbruzzo e nel mwpwMolise, mentre in mwqaPuglia l'Antiappennino adriatico si interpone tra la catena appenninica principale e il mare.

A paragone con le mwqgAlpi, gli Appennini, oltre ad essere più recenticite-ref-5[5]cite-ref-6[6], hanno una diversa conformazione e un'altezza nel complesso inferiore. L'Appennino infatti è formato in prevalenza da rocce mwswcalcaree dure e da mwtaargille molli; solamente la mwtqSila e l'mwtgAspromonte sono costituiti da rocce mwtwgranitiche. La cima più alta è il mwuaCorno Grande, nel massiccio del mwuqGran Sasso (mwugAbruzzo), che raggiunge i mwuw2912 m.s.l.m. Anche il paesaggio naturale appenninico, con la diversità delle mwvarocce e del mwvqclima, appare molto differente da quello alpino. Le montagne appenniniche hanno in genere cime tondeggianti e il declivio dei due versanti, ligure-tirrenico e adriatico-ionico, digrada dolcemente. Spiccano però le ardite forme di alcuni gruppi formati da compatta roccia calcarea: tra mwvgToscana e mwvwLiguria le mwwaAlpi Apuane, tra l'mwwqUmbria e le mwwgMarche i mwwwSibillini, in mwxaAbruzzo il mwxqGran Sasso e la mwxgMaiella, in mwxwCampania il massiccio degli mwyaAlburni, in mwyqBasilicata il mwygMonte Alpi e, al confine con la mwywCalabria, il mwzaMassiccio del Pollino.

Le vallate appenniniche sono a volte impervie e caratterizzate da mwzggole pittoresche, specie in mwzwAbruzzo e nelle mwaaMarche. Alcune aree sono soggette a mwaqfrane e scoscendimenti: sono le zone in cui la composizione prevalentemente argillosa del suolo e il dissennato mwagdisboscamento dei tempi passati consentono alle acque di superficie di agire rovinosamente, scavando solchi (mwawcalanchi) e rendendo inabitabili vaste superfici; interi pendii, nei periodi di pioggia, si possono trasformare in pericolosi fiumi di fango. I numerosi e facili valichi che permettono di passare, ad altezze quasi sempre inferiori ai mwba1000 m, dall'uno all'altro versante, vengono indicati nella parlata locale, secondo le loro forme caratteristiche, con i nomi di mwbqpasso, mwbgbocca, mwbwforca, mwcaportella e mwcqgola.

Nell'Antiappennino sono caratteristiche le forme tronco-coniche dei mwcwvulcani, ormai spenti quelli dei mwdacolli Albani, ancora attivi il mwdqVesuvio e i mwdgCampi Flegrei. È presente un solo mwdwghiacciaio, quello del mweaCalderone, il più meridionale d'Europa, sul mweqGran Sasso; sono presenti però diversi mwegglacionevati e mwewnevai.

Caratteristiche

L'estensione in larghezza degli Appennini è minima in corrispondenza di due linee: quella che unisce il mwfgGolfo di Sant'Eufemia sul mwfwTirreno e il mwgaGolfo di Squillace sullo mwgqIonio (mwggIstmo di Catanzaro in mwgwCalabria) e quella tra mwhaGenova Voltri e mwhqGavi (tra mwhgLiguria e mwhwPiemonte), in entrambi i casi di 30mwia kmcite-ref-7[7]. La massima larghezza è invece di 254mwjq km, in corrispondenza della linea che congiunge il mwjgpromontorio di Ancona e mwjwquello di Piombinocite-ref-8[8] (tra mwlaMonte Argentario e mwlqMonte Conero la larghezza è comunque notevole: 240mwlg kmcite-ref-9[9]). L'estremità settentrionale è la mwmwBocchetta di Altare o Colle di Cadibona, in mwnavalle Bormida (mwnqSV), mentre quella meridionale è data dalla punta estrema dell'mwngAspromonte, in mwnwCalabria. Oltre lo mwoastretto di Messina, gli Appennini continuano nelle catene settentrionali della Sicilia, definite da diverse fonti come mwoqAppennino siculocite-ref-siculo-1-1[1]. Comprendendo quest'ultimo settore, la lunghezza totale degli Appennini è di mwpg1400 kmcite-ref-10[10].

Limite geologico tra Alpi e Appennini

Dal punto di vista geologico, il confine settentrionale dell'Appennino si trova nel territorio comunale di mwswGenova ed è rappresentato dal mwtaGruppo di Voltri, presso una discontinuità tettonica denominata Linea Sestri-Voltaggiocite-ref-11[11]cite-ref-12[12].

La mwvggeologia contemporanea definisce la questione del confine settentrionale, rilevando che la partizione tra unità mwvwgeomorfologiche è in realtà molto complessa e che si svolge in ambito tridimensionale (nonché temporale), dove le unità costituenti sovrascorrono le une sulle altre, cosicché l'Appennino Settentrionale risulta dalla sovrapposizione tettonica di due grandi insiemi, strutturalmente diversi per litologia e origine paleogeografica. Secondo alcuni geologi, gli Appennini si sono formati precedentemente alle Alpi, a partire da circa 60 milioni di anni addietro; altri, invece, ritengono che la catena alpina incominci la sua storia fra l'mwwaEocene e l'mwwqOligocene inferiore (circa 30 milioni di anni fa), mentre solo nell'mwwgOligocene superiore - mwwwMiocene inferiore (da 30 a 16 milioni di anni fa) abbia inizio la formazione degli Appenninicite-ref-13[13]. Solo negli ultimi 7-8 milioni di anni però l'Appennino calabro, precedentemente contiguo alla catena alpina si salda con il resto dell'Appenninocite-ref-14[14].

Importanza storica

Durante la mw1aseconda guerra mondiale, l'mw1qesercito tedesco utilizzò gli Appennini come una naturale barriera difensiva, costruendo diverse linee difensive, le più famose delle quali furono la mw1glinea Gustav e la mw1wlinea Barbara, nell'Italia meridionale, e la mw2alinea Gotica, attaccata senza successo dagli mw2qAlleati nel settembre del 1944.

Suddivisione secondo la latitudine

La catena appenninica viene convenzionalmente suddivisa in tre o quattro tronchi principali a seconda della mw4alatitudine: l'mw4qAppennino settentrionale, l'mw4gAppennino centrale, l'mw4wAppennino meridionale, a cui si può aggiungere l'mw5aAppennino siculocite-ref-siculo-1-2[1], separato dal resto degli Appennini in corrispondenza dello mw6qstretto di Messina.

Appennino settentrionale

L'Appennino settentrionale si unisce con la catena alpina attraverso il valico della mw7qBocchetta di Altare, noto anche come colle di Cadibona. Il punto in cui si unisce all'Appennino centrale secondo alcune fonti è il valico di mw7gBocca Serriola o, secondo altre, quello di mw7wBocca Trabaria; altre ancora, infine, considerano tutta la zona compresa tra i due valichi come regione di transizione tra i due tratti appenninicicite-ref-referenceb-15-0[15].

Si suddivide nelle due sezioni dell'mw9qAppennino ligure e dell'mw9gAppennino tosco-emiliano, a sua volta distinto in mw9wAppennino tosco-emiliano in senso stretto e mw-aAppennino tosco-romagnolo.

Appennino ligure

L'Appennino ligure si interrompe al mwaqePasso della Cisa, che permette le comunicazioni tra mwaqiLa Spezia e mwaqmParma. Esso incombe sul mwaqqmar Ligure con diramazioni ripide e scoscese, solcate da brevi valli, per lo più trasversali, dense di popolazione. Invece, verso la mwaquPianura Padana, presenta diramazioni e vallate più lunghe ma meno abitate. Il monte più alto è il mwaqyMonte Maggiorasca con i suoi mwaqc1804 metri. Le montagne scendono ripide verso il mar Ligure e sono piuttosto brulle e per lo più incolte; coltivare i pendii è complicato e viene realizzato attraverso terrazzamenti.

Appennino tosco-emiliano

L'Appennino tosco-emiliano va dal mwarapasso della Cisa al valico di mwareBocca Serriola o a quello di mwariBocca Trabaria, a seconda delle fonticite-ref-referenceb-15-1[15]. Si può riconoscere in esso un tratto tosco-emiliano in senso stretto e un tratto mwarctosco-romagnolo.

Appennino tosco-emiliano in senso stretto

Tra le cime più alte di questo tratto spiccano il mwarsmonte Cimone (mwarw2165 m), il mwar0monte Cusna (mwar42121 m), il mwar8monte Prado (mwasa2054 m) e l'mwaseAlpe di Succiso (mwasi2017 m).

Appennino tosco-romagnolo

Si ergono in questo tratto il mwasymonte Falco (mwasc1657 m), il mwasgmonte Falterona (mwask1654 m), dal quale nasce l'mwasoArno, il mwassmonte Fumaiolo (mwasw1408 m), dal fianco sud del quale sgorga la sorgente del mwas0Teverecite-ref-16[16]. Si ricorda infine il mwatimonte Titano (mwatm739 m), il cui territorio appartiene alla mwatqRepubblica di San Marino; dalla sua triplice vetta esso domina il retroterra della mwatuRomagna e il mwatyMontefeltro.

Appennino centrale

L'Appennino centrale va, a seconda delle fonti, da mwauaBocca Serriola o mwaueBocca Trabariacite-ref-referenceb-15-2[15] fino alla mwauyBocca di Forlì, attraverso la quale si passa dalla valle del mwaucVolturno (versante tirrenico) a quella del mwaugSangro (versante adriatico). Il confine geologico tra l'Appennino settentrionale e l'Appennino centrale (e dunque tra Appennino tosco-emiliano e umbro-marchigiano) è posto poco più a nord dei confini tradizionali sopra riportati: esso è segnato dalla fascia di rocce liguridi isolate che segue la mwaukVal Marecchia in mwauoEmilia-Romagnacite-ref-17[17]. L'Appennino centrale si divide in due sezioni: Appennino umbro-marchigiano e Appennino abruzzese.

Appennino umbro-marchigiano

L'mwaviAppennino umbro-marchigiano va, a seconda delle fonti, da mwavmBocca Serriola o mwavqBocca Trabariacite-ref-referenceb-15-3[15] fino al mwavkPasso di Monterealecite-ref-torrita-18-0[18], che mette in comunicazione la mwav4valle del Tronto con quella del mwav8Velino.

Questo settore appenninico è formato da varie catene parallele, tutte curvate verso l'mwaweAdriatico; da ovest ad est esse sono: la catena del mwawiMonte Subasio, la catena del mwawmMonte Catria, la catena del mwawqMonte San Vicino, la catena dei mwawuMonti Sibillini, l'ellissoide di mwawyCingoli e infine, direttamente sull'mwawcAdriatico, il mwawgmonte Conero (572mwawk m), gomito d'Italia. I fiumi che scorrono verso l'mwawoAdriatico devono farsi strada attraverso le varie catene formando aspre gole rupestri. Le altezze più elevate e le forme più pittoresche appartengono alla catena calcarea dei mwawsMonti Sibillini, ove si trova la vetta più alta del settore: il mwawwmonte Vettore (2476mwaw0 m). Una parte dell'mwaw4Appennino umbro-marchigiano interessa il mwaw8Lazio orientale dove, nella catena dei mwaxaMonti Reatini,cite-ref-19[19] si erge il mwaxumonte Terminillo (2217mwaxy m).

Appennino abruzzese

L'mwayyAppennino abruzzese va dal mwaycPasso di Monterealecite-ref-torrita-18-1[18] alla mwaywBocca di Forlì. È costituito dai rilievi più alti degli Appennini, che nel loro raggruppamento assumono il carattere di acrocoro costituito da tre catene parallele con andamento nordovestmway0 – sudest, separate da conche intermontane e altopiani. La natura geologica di queste catene, ampiamente modellate dalle glaciazioni quaternarie, è solitamente calcarea seppur con una rilevante eccezione rappresentata dai mway4Monti della Laga, costituiti da rocce arenaceo-marnose.

La prima catena è la meno elevata, corre lungo lo spartiacque della penisola e i principali massicci che la compongono sono i mwazaMonti Carseolani (Cima di Vallevona 1.808mwaze m), i mwaziMonti Simbruini (monte Cotento 2.015mwazm m), i mwazqMonti Cantari (monte Viglio 2.156mwazu m), i mwazyMonti Ernici (monte Passeggio 2.064mwazc m) e il settore sud-occidentale dei mwazgMonti Marsicani (monte Petroso 2.247mwazk m). La seconda catena è localizzata nel cuore dell'Appennino abruzzese, nell'area dove si trovano gli altopiani più elevati (mwazoAltopiano delle Rocche e mwazsAltopiano delle Cinquemiglia) ed è rappresentata dai massicci del mwazwmonte Velino (2.487mwaz0 m) e del mwaz4monte Sirente (2.349mwaz8 m) e dal settore nord-orientale dei mwaaaMonti Marsicani (monte Greco 2.285mwaae m). Infine, l'ultima catena è la più aspra ed elevata, in alcuni tratti rassomigliante alle mwaaiDolomiti, costituita dalle maggiori elevazioni della penisola italiana: i mwaamMonti della Laga (monte Gorzano 2.455mwaaq m), il mwaauGran Sasso d'Italia (Corno Grande 2.914mwaay m) e la mwaacMaiella (monte Amaro 2.793mwaag m).

Appennino meridionale

L'Appennino meridionale va dalla mwaawbocca di Forlì all'mwaa0Aspromonte ed è occupato da una serie di massicci e di altopiani. Questi differiscono tra loro per la natura delle rocce di cui sono costituiti (rocce sedimentarie o magmatiche).

I principali valichi dell'Appennino meridionale sono:

• la mwabesella di Vinchiaturo tra mwabiBenevento (Campania) e mwabmCampobasso (Molise);
• la mwabusella di Ariano tra le valli dell'mwabyUfita, del mwabcMiscano e del mwabgCervaro, lungo la direttrice mwabkNapoli - mwaboFoggia;
• la mwabwsella di Conza tra la mwab0valle del Sele e quella dell'mwab4Ofanto.

L'Appennino meridionale è composto da quattro parti: Appennino sannita, Appennino campano, Appennino lucano e Appennino calabro.

Appennino sannita

L'Appennino sannita va dalla mwacgBocca di Forlì, in mwackprovincia di Isernia, fino alla mwacosella di Vinchiaturo, in mwacsprovincia di Campobassocite-ref-adrianapintori-20-0[20]. L'altipiano carsico del mwadaMatese, culminante nel mwademonte Miletto (2050mwadi m), situato tra il mwadmMolise (province di Campobasso e Isernia) e la mwadqCampania (province di mwaduCaserta e mwadyBenevento), è il gruppo montuoso più caratteristico di questa sezione dell'Appennino. È costituito da due catene di monti che corrono parallele in direzione nord-ovest sud-est formando un altopiano aspro e scosceso, e segna il confine tra Molise e Campania. A esso si agganciano altri gruppi minori come quello del mwadcmonte Mutria (1832mwadg m), de La Gallinola 1923 m e del monte Calvello (1018mwadk m) dalla parte orientale, e i mwadoMonti Trebulani e altre catene minori che degradano verso il Volturno da mwadsVenafro a mwadwBenevento, dalla parte occidentale.

Appennino campano

L'Appennino campano si estende dalla mwaeusella di Vinchiaturocite-ref-adrianapintori-20-1[20] fino alla mwaeosella di Conza (700mwaes m - tra le province di mwaewAvellino e mwae0Salerno) che collega la mwae4valle del Sele (versante tirrenico) a quella dell'mwae8Ofanto (versante adriatico).

A esso appartengono il complesso montuoso del mwafeTaburno Camposauro, i mwafiMonti del Partenio e i mwafmMonti Picentini, culminanti nel mwafqmonte Cervialto (1809mwafu m). Il versante orientale di questo settore dell'Appennino è costituito dai Monti del mwafySannio (da non confondersi con l'Appennino Sannita), dai mwafcMonti della Daunia e dai Monti dell'mwafgIrpinia, caratterizzati da rilievi a basse pendenze formanti una sorta di altipiano attraversato dalla linea spartiacque.

Appennino lucano

L'mwagyAppennino lucano si distende ad arco dalla mwagcsella di Conza al mwaggpasso dello Scalonemwagk – 744 metri. La vetta più alta è costituita dalla mwagoSerra Dolcedorme, nel mwagsMassiccio del Pollino, con i suoi 2267 metri di altitudine.

Delimitato dai fiumi mwag0Sele a ovest, mwag4Ofanto a nord, mwag8Bradano a est, dal mwahaGolfo di Taranto a sud-est, dal mar mwaheTirreno a sud ovest e dalla piana di mwahiSibari a sud, è articolato in catene montuose, altopiani e massicci (più o meno isolati) raggruppabili in cinque grandi aree. Il settore più occidentale è costituito dai rilievi flyshoidi del mwahmCilento comprendenti il mwahqmonte della Stella (1130mwahu m) e il mwahymonte Gelbison (1705mwahc m). Più a est compaiono i rilievi calcarei del Cilento, come il monte mwahgVesole (1210mwahk m), il monte mwahoChianello (1319mwahs m), il monte mwahwBulgheria (1225mwah0 m). Nel settore più orientale del Cilento si ergono le vette più maestose ed elevate del comprensorio, tra cui il mwah4monte Motola (1743 m) e il mwah8monte Cervati (che con i suoi 1899 metri è la vetta più elevata della Campania), a nord-ovest dei quali è posto il massiccio dei mwaiamonti Alburni, la cui principale vetta è il mwaiemonte Panormo (1742mwaii m). A nord-est rispetto gli Alburni si erge il gruppo montuoso dei monti mwaimEremita-Marzano, la cui vetta maggiore è il Monte Eremita (1579 m), i quali segnano il confine tra l'Appennino Lucano e quello Campano. I monti Cilentani, Alburni ed Eremita-Marzano sono separati dalle catene centrali dell'Appennino lucano da un vasto altopiano: il mwaiqVallo di Diano.

A oriente, questo altopiano è bordato dalla catena dei mwaiyMonti della Maddalena che segnano il confine della Campania dalla Basilicata. I mwaicMonti della Maddalena sono caratterizzati da cime arrotondate a formare un paesaggio a mo' di altopiano. Questa catena montuosa di natura calcarea presenta molti elementi del carsismo epigeo, in particolare è caratterizzata dalla presenza di numerosi mwaigpolje tra i quali si ricordano le piane di Mandrano, Magorno e Campo di Venere. Le vette principali non raggiungono quote elevate: mwaikSerra Longa (1505mwaio m), monte della Madonna di Sito Alto (1466mwais m), Timpa della Rose (1445mwaiw m), monte di Sito Marsicano (1410mwai0 m), monte Cavallo (1401mwai4 m), monte Sierio (1286mwai8 m), mwajamonte Capo la Serra (1141mwaje m). Procedendo verso est compaiono i monti della Basilicata centrale.

Dal nord della regione verso sud si incontrano il monte Santa Croce (1407m), La Rotonda di Monte Marmo (1239m), monte Li Foj (1355m), monte Arioso (1722m), mwajqmonte Volturino (1835m), mwajumonte Alpi (1900m) e infine il Massiccio del mwajyMonte Pollino (mwajcSerra Dolcedorme 2267m) che segna il confine regionale della mwajgBasilicata dalla mwajkCalabria. Verso il mwajomar Tirreno, nel Lagonegrese si erge maestoso il mwajsMassiccio del Sirino (2005m). Nel settore più orientale, l'Appennino lucano presenta montagne sempre meno elevate. Si tratta di rilievi di natura arenaceo - marnosa. Tra le vette principali si ricorda il mwajwmonte Croccia (1149m).

Appennino calabro

L'Appennino calabro va dal mwakuPasso dello Scalone allo mwakyStretto di Messina. È costituito da gruppi montuosi di natura granitica solcati da ampie valli. Si distinguono 4 parti:

• mwakkmwakoCatena Costiera
• mwakwmwak0Altopiano della Sila
• mwak8mwalaSerre calabresi

Appennino siculo

Normalmente si considerano parte dell'Appennino siculo tutti i rilievi della Sicilia tirrenicacite-ref-siculo-1-3[1]. I mwamaMonti Peloritani, infatti, separati dalla penisola italiana solo dallo mwameStretto di Messina, possono essere considerati la naturale continuazione dell'Appennino calabro, con il quale condividono caratteri simili, cioè schiene arrotondate a terrazzi, qua e là sormontate da ampie ed elevate cupole, solcate da profonde valli e quasi sempre brulle.

I gruppi montuosi siciliani che solitamente vengono considerati parte dell'mwammAppennino siculo sono quindi:

• i mwamyMonti Peloritani, che vanno dallo mwamcStretto di Messina (mwamgCapo Peloro o Punta del Faro) e seguono verso ovest, fino ad incontrare i mwamkMonti Nebrodi; la cima più alta è mwamoMontagna Grande (1374mwams m).
• i mwam0Monti Nebrodi, che vanno dal Monte Tre Fontane (1140mwam4 m) verso ovest fino al mwam8Monte Castelli (1566mwana m). La cima più alta è il mwaneMonte Soro (1847mwani m).
• le mwanqMadonie continuano ancora verso ovest, dove svettano il mwanuPizzo Carbonara (1979mwany m), che è la seconda vetta più alta della mwancSicilia dopo il vulcano mwangEtna (3357mwank m), il mwanoMonte San Salvatore (1912mwans m), il Pizzo Antenna Grande (1977mwan0 m), il mwan4Monte Mufara (1865mwan8 m) e il mwaoaMonte dei Cervi (1794mwaoe m).

Suddivisione secondo la longitudine

Si usa suddividere gli Appennini anche secondo la mwaoqlongitudine, e seguendo questo criterio si distinguono: la catena principale, i Subappennini, i Preappennini e gli Antiappennini. La catena principale è quella che corrisponde allo mwaouspartiacque tra il versante ligure-tirrenico e quello adriatico-ionico.

Una fascia di bassi rilievi, detti mwaocSubappennini, affiancano la catena appenninica principale, alla quale sono contiguicite-ref-21[21]. In alcuni tratti dei due versanti si estendono inoltre sistemi montuosi meno elevati e ben separati dalla catena principale; essi costituiscono l'mwaowAntiappennino adriatico e tirrenicocite-ref-22[22].

È inoltre usato il termine "Preappennino", come sinonimo di "Antiappennino"cite-ref-23[23], ma anche di "Subappennino"cite-ref-24[24]. Alcuni autori, in particolare, preferiscono usare il termine "Preappennino" al posto di "Antiappennino" perché il prefisso "anti-" comunica un'idea di contrapposizione che dal punto di vista geologico, secondo essi, non è sostenibilecite-ref-25[25]. I tre termini "Antiappennini", "Subappennini" e "Preappennini" hanno comunque un'ampia sovrapposizione di significato, a seconda degli autori e degli usi localicite-ref-26[26].

Catena principale

È considerata catena principale appenninica la linea montuosa che corrisponde allo mwaqqspartiacque tra mwaqumar Tirreno - mwaqymar Ligure a ovest e mwaqcmar Adriatico - mwaqgmar Ionio a est. Lo stesso mwaqkPetrarca mise in evidenza la caratteristica della catena appenninica di dividere l'Italia in due versanti, in un noto verso del suo mwaqoCanzoniereː mwaqs...il bel paese / ch'Appennin parte e 'l mar circonda e l'Alpecite-ref-27[27] Lungo tale linea corrono centinaia di chilometri di confini che separano una regione dall'altra.

Subappennino

Prende il nome di mwarmSubappennino quell'insieme di tratti di catena che corrono paralleli alla catena principale, alla quale sono contigui. Il Subappennino è prevalentemente costituito da colline argillose, siltose o arenacee. È situato nella parte esterna della catena. Essi formano, verso l'Adriatico, una fascia, che si estende a partire dal nord delle colline del mwarqMonferrato e delle mwaruLanghe fino al mwaryGolfo di Taranto; verso il Tirreno, invece, la fascia subappenninica si estende dalla Toscana al Lazio. A volte esse sono franose; lungo questa striscia, in mwarcEmilia, in mwargAbruzzo e in mwarkValdarno, il paesaggio naturale è caratterizzato dai mwarocalanchi.

Subappennino toscano

Il mwasqSubappennino toscano è costituito dalle seguenti catene:

• mwascAlpi Apuane (dette anche Alpi di Garfagnana). Formano una catena lunga circa 60mwasg km dalle foci della mwaskMagra a quelle del mwasoSerchio. Le vette principali sono: monte Pisanino (1946m), la vetta più alta, monte Tambura (1891m), monte Cavallo (1888m). La zona è famosa per le cave di mwassMarmo di Carrara esportato in tutto il mondo.
• mwas0Monte Pisano. La catena del monte Pisano forma un prolungamento delle Alpi Apuane tra il Serchio e l'mwas4Arno. La vetta più alta è il mwas8monte Serra (917m).
• Monti Pistoiesi. Si staccano dalle sorgenti del Reno e si dirigono verso sud-ovest formano la mwateval di Nievole e la val di mwatiPescia. Il ramo che corre lungo il Serchio è il più alto con il monte Battifolle (1176m); l'altro più basso separa l'mwatmOmbrone dalla mwatqPescia e prende il nome di mwatumonte Albano.
• Monti del Mugello e di Calvana. I primi delimitano la valle omonima. Vetta più alta è il mwatcmonte Giovi (992m); i secondi partono dalle sorgenti della mwatgSieve e arrivano fino a mwatkPrato.
• mwatsPratomagno. È una catena ben distinta che sorge al centro della zona di forma ellittica formata dall'mwatwArno e dalla mwat0Sieve. Forma con gli Appennini la valle longitudinale del mwat4Casentino.
• mwauaAlpe di Catenaia. Parte circa 15mwaue km a sud ovest del mwauimonte Fumaiolo, e quindi dalla sorgente del mwaumTevere, di cui accompagna il primo tratto della riva destra in direzione nord-sud. Arriva fino al monte Paglia in corrispondenza della depressione di mwauuAnghiari.

Subappennino laziale

Tra l'mwau4Aniene, il mwau8Tevere, il mwavaNera, il mwaveVelino e il mwaviTurano, sorgono i mwavmMonti Sabini, che formano una regione molto pittoresca, rivestita di folta vegetazione, faggete nella parte sommitale, castagni, lauri, noci, e ricca di memorie storiche. Fra il Turano e l'Aniene e a ovest del mwavqLiri in direzione nordovest-sudest si eleva la dorsale calcarea dei mwavuMonti Simbruini, mwavyMonti Cantari e mwavcMonti Ernici, spesso indicata come parte integrante dell'mwavgAppennino abruzzese, la cui vetta culminante è il mwavkmonte Viglio (2156m). Tra il Sacco e l'Aniene, si innalzano alcune dorsali minori, tutte di natura calcarea e calcareo-marnosa: i mwavoMonti Lucretili con la cima del mwavsMonte Pellecchia (1369m), i mwavwMonti Prenestini con la cima del mwav0Monte Guadagnolo (1218m), i mwav4Monti Ruffi con la cima del mwav8Monte Costasole (1253m) e i mwawaMonti Affilani con il mwaweMonte delle Pianezze (1332mwawi m), i mwawmMonti Tiburtini e i mwawqMonti Cornicolani.

Subappennino abruzzese-molisano

Appartengono al subappennino abruzzese-molisano i monti Frentani che si estendono a sud-est del gruppo montuoso della Maiella fino al fiume Fortore. Tra le vette più importanti, il monte Mauro (1042m) e il mwaw0monte Castelfraiano (1412m).

Subappennino dauno

Il Subappennino dauno è costituito essenzialmente dai mwaxuMonti della Daunia (un'aspra dorsale adiacente al margine orientale dell'mwaxyAppennino campano) e dai modesti rilievi isolati emergenti dall'alto mwaxcTavoliere delle Puglie; esso occupa la parte occidentale della mwaxgCapitanata e corre lungo il confine della mwaxkPuglia con il mwaxoMolise e la mwaxsCampania. Il Subappennino dauno è delimitato a nord dalla valle del Fortore, a ovest dallo spartiacque appenninico, a sud dalla valle dall'Ofanto, a est dalla pianura del Tavoliere. Le vette più notevoli dei Monti della Daunia, tutte situate a cavallo tra l'area subappenninica e l'Appennino vero e proprio, sono il mwaxwmonte Cornacchia (mwax01 151mwax4 m), il monte Saraceno (mwaya1 145mwaye m) e il mwayimonte Crispignano (mwaym1 105mwayq m). Per quanto attiene invece il settore propriamente subappenninico la vetta più elevata è rappresentata dal monte Carpinelli (506mwayu m), situato nel settore meridionale presso mwayyAscoli Satriano.

Antiappennino

Si chiamano mwa0qAntiappennini quelle serie di gruppi e di catene totalmente indipendenti per origine e localizzazione dagli Appennini, da cui sono separati da larghi e profondi avvallamenti. L'Antiappennino è costituito da un complesso piuttosto irregolare di rilievi montuosi, che s'incontrano in genere vicino alle coste, ai bordi esterni della zona subappenninica. Sul versante adriatico, l'Antiappennino si trova solo in mwa0uPuglia; ne fanno parte il promontorio del mwa0yGargano (1056m), sperone della penisola, i pianeggianti tavolati calcarei delle mwa0cMurge e della mwa0gPenisola Salentina. Sul versante tirrenico, i sollevamenti montuosi che costituiscono la fascia dell'Antiappennino sono molto più estesi e interessano la mwa0kToscana, il mwa0oLazio e la mwa0sCampania.

Di seguito una loro suddivisione per regione.

Antiappennino toscano

La catena principale è formata nella parte settentrionale dalle mwa08colline del Chianti e di mwa1aMontepulciano, famose per i loro vini. La catena si deprime per lasciare passare il Paglia, dopo il quale continua nella zona vulcanica dell'Antiappennino Tosco-Romano. A occidente di questa catena si elevano le mwa1ecolline Metallifere della mwa1iToscana (monti della Castellina, di mwa1mSiena, mwa1qCornate di Gerfalco 1060m, mwa1uPoggio di Montieri 1041m). Il gruppo più elevato è comunque quello del mwa1ymonte Amiata (1738m), che si innalza a sud della foce dell'mwa1cOmbrone e a est della mwa1gvalle da esso formata, fino alle sorgenti del mwa1kPaglia, a est del quale si elevano, prima il monte di mwa1oRadicofani (963mwa1s m) e dopo il mwa1wmonte Cetona (1148m). Il gruppo dell'Amiata si dirige verso sud-ovest, quindi si divide separando con il lato superiore l'mwa10Ombrone dall'mwa14Albegna, e con l'inferiore, che si prolunga fino al mwa18monte Argentario (635mwa2a m), l'Albegna dal mwa2eFiora.

Antiappennino laziale

Si estende dalla mwa2qFiora al mwa2uGarigliano ed è diviso dal mwa2yTevere in due parti:

• Tra la Fiora e il Tevere si presentano: i mwa2kMonti Volsini attorno al Lago di Bolsena, i mwa2oMonti Cimini attorno al lago di Vico, i mwa2sMonti Sabatini attorno al Lago di Bracciano. Oltre il Treja sorge il rilievo calcareo del mwa2wmonte Soratte a est dei colli vulcanici dei mwa20Monti Sabatini. Tra il mwa24Lago di Bracciano e mwa28Civitavecchia si trovano una serie di colline dette mwa3aMonti della Tolfa di natura sedimentaria e vulcanica.
• Oltre il Tevere continua la zona vulcanica peritirrenica e antiappenninica con i mwa3iColli Albani, vulcano centrale dotato di una caratteristica caldera e coni e laghi. A sud-est dei Colli Albani si estendono i mwa3mMonti Volsci che si suddividono nei gruppi montuosi dei mwa3qMonti Lepini a nord, dei mwa3uMonti Ausoni nel settore centrale e dei mwa3yMonti Aurunci nel settore meridionale. Tra i Monti Volsci e il mare si trovano la mwa3cPianura Pontina e la Piana di mwa3gFondi. Al margine meridionale della Pianura Pontina si staglia il mwa3kmonte Circeo che costituisce un promontorio montuoso carbonatico isolato il cui asse maggiore misura circa 5mwa3o km. A circa 15 miglia nautiche a Sud si ritrova il lembo più meridionale riconducibile all'Appennino calcareo in senso geologico: l'mwa3sIsola di Zannone.

Antiappennino campano

Dalla foce del mwa34Garigliano a quella del mwa38Sele, sempre lungo le rive del Tirreno, s'innalzano molti gruppi di montagne di origine vulcanica. Tra il Garigliano e il mwa4aVolturno, a nord di mwa4eSessa Aurunca sorge il gruppo vulcanico di mwa4iRoccamonfina e tra questo e il mare la breve catena calcarea di mwa4mmonte Massico famosa per la produzione del vino di mwa4qFalerno molto apprezzato dagli antichi Romani. Tra il Matese e il Vulcano di Roccamonfina, nascono i mwa4uMonti Trebulani e nel Sud della provincia di Caserta, i mwa4yMonti Tifatini. Lungo la costa, nella zona di mwa4cPozzuoli, sorge la zona vulcanica dei mwa4gCampi Flegrei e più a sud, tra mwa4kNapoli e mwa4oCastellammare di Stabia, sorge il cono isolato del mwa4sVesuvio (1281m). Infine, nella mwa4wpenisola sorrentina sorgono i mwa40Monti Lattari che si spingono fino all'mwa44Agro nocerino sarnese.

Antiappennino apulo-garganico

Il mwa5eGargano, le mwa5iMurge e le alture della mwa5mpenisola Salentina vanno considerate come un sottosistema distinto dall'Appennino per essere di natura totalmente diversa da quello.

• Promontorio del Gargano. La forte depressione di mwa5ySan Severo lo separa dagli Appennini. Esso è formato da un altopiano di altezza media di 800 metri che si estende dal Lago di Lesina a mwa5cManfredonia con monti isolati che sorgono sparsi, fra questi i più alti sono il mwa5gmonte Calvo (1056m) e il monte Spigno (1010m). La parte orientale forma il vero e proprio promontorio ed è coperta da ampie foreste che prendono il nome di mwa5kForesta Umbra.
• Le Murge. Tra il mwa5sBradano, il corso inferiore dell'mwa5wOfanto e il mare sorge un altopiano di altezza media 400 metri inclinato verso l'Adriatico. Disseminate si trovano colline e alture che raggiungono i 700 metri (mwa50Murge di Minervino 687mwa54 m). Non vi sono fiumi perché il suolo di natura carsica contiene molte fessure in cui le acque si inabissano.

Sezioni regionali

| Suddivisione | Da | A | Regioni | Altezza massima |
|---|---|---|---|---|
| Appennino ligure | Colle di Cadibona | Passo della Cisa | Liguria Piemonte Lombardia Emilia-Romagna Toscana | Monte Maggiorasca (1.804 m) |
| Appennino tosco-emiliano in senso ampio [ 28 ] | Passo della Cisa | Bocca Trabaria o Bocca Serriola | Emilia-Romagna Toscana | Monte Cimone (2.165 m) |
| Appennino tosco-romagnolo | Passo della Futa | Bocca Trabaria o Bocca Serriola | Emilia-Romagna Toscana Marche Umbria San Marino | Monte Falco (1.658 m) |
| Appennino umbro-marchigiano | Bocca Trabaria o Bocca Serriola | Passo della Torrita o Passo di Montereale | Marche Umbria Lazio | Monte Vettore (2.476 m) |
| Appennino abruzzese | Passo della Torrita o Passo di Montereale | Bocca di Forlì | Abruzzo Lazio Molise | Corno Grande (2.912 m) |
| Appennino sannita | Bocca di Forli | Sella di Vinchiaturo | Molise Campania Puglia | Monte Miletto (2.050 m) |
| Appennino campano | Sella di Vinchiaturo | Sella di Conza | Campania Basilicata | Cervialto (1.809 m) |
| Appennino lucano | Sella di Conza | Passo dello Scalone | Campania Basilicata Calabria | Serra Dolcedorme (2.267 m) |
| Appennino calabro | Passo dello Scalone | Stretto di Messina | Calabria | Montalto (Aspromonte) (1.955 m) |
| Appennino siculo | Stretto di Messina | Valle del Torto e dei Feudi | Sicilia | Pizzo Carbonara (1.979 m) |

Principali gruppi montuosi
Geologia

Geograficamente gli Appennini sono in parte, o sembrano essere, contigui alle Alpi; prima degli studi effettuati a partire dal 2000, infatti, si consideravano le due catene come parti di un unico sistema Alpi-Appennini.

In realtà le Alpi si sono originate milioni di anni prima che gli Appennini emergessero dal mare. Sia le Alpi che gli Appennini sono formati principalmente da rocce sedimentarie deposte nell'antico mwbiuoceano Tetide durante il mwbiyMesozoico. Il movimento verso nord della mwbicplacca africana, la sua collisione con la mwbigplacca euroasiatica, e la subduzione di quella Africana sotto quella Europea hanno provocato l'orogenesi Alpina, iniziata alla fine del Mesozoico, generando una fascia orogenetica che si estende dalla Spagna all'Asia in direzione est-ovest, comprendente le Alpi. Gli Appennini invece si sono formati durante l'orogenesi Appenninica all'inizio del mwbikNeogene (iniziata circa 20mwbio Ma fa, nel mwbisMiocene medio ed ancora in atto)cite-ref-29[29], si estendono da nordovest a sudest, e non sono un mwbjadisplacement della catena Alpina.

Il comportamento geologico della Pianura Padana è una prova del loro diverso stile tettonico: le forze compressive agenti da nord verso sud nelle Alpi e da sud verso nord negli Appennini avrebbero dovuto stringere i depositi alluvionali tra le montagne, ma la Pianura ha subito subsidenza a un ritmo di 1–4mwbji mm/anno per circa 25mwbjm Ma, prima che gli Appennini iniziassero a formarsicite-ref-30[30]. La Pianura Padana non è quindi una struttura originata dall'erosione, ma una porzione riempita del Solco Adriatico, detto Avampaese Adriatico da quando si è scoperta la sua funzione come zona di subduzione. Le Alpi e gli Appennini sono sempre stati separati da questo solco.

Numerosi sono i fenomeni di mwbjkcarsismo specie nell'Appennino centrale e meridionale.

Struttura

L'orogenesi Appenninica è una tipologia rara ma non unica, in cui due tipologie più semplici si combinano in una configurazione apparentemente problematica che gli scienziati del Progetto RETREATcite-ref-31[31] hanno definito mwbka"estensione sin-convergente"cite-ref-referencea-32-0[32] In sintesi il lato orientale della penisola è caratterizzato da catene a pieghe sollevatesi a causa di forze compressionali agenti al di sotto del Mare Adriatico. Questo lato è definito mwbkyZona compressionale Appenninico-Adriatica, o mwbkcZona di convergenza degli Appennini. Sul lato occidentale prevalgono strutture a mwbkgHorst e mwbkkgraben, causate dall'espansione o estensione della crosta al di sotto del Mar Tirreno. Questo lato è definito mwbkoZona estensionale Tirrenica.

Zona compressionale

L'analisi sismica del mwbk0Sistema di Subduzione Appenninico ha fornito una spiegazione alla graduale subsidenza della Pianura Padano-Veneta e al sistema di falde che interessa l'Italia orientale.cite-ref-referencea-32-1[32] Lungo il lato orientale della penisola il fondo del Mare Adriaticomwbli – d'ora in poi "litosfera Adriatica" o "placca Adriatica", un termine il cui preciso significato è oggetto di ricerche ancora in corsomwblm – si immerge al di sotto del settore crostale in cui gli Appennini sono stati deformati da forze compressionali. La subduzione è un processo che avviene nel mantello terrestre, separato dalla crosta terrestre dalla superficie di mwblqdiscontinuità di Mohorovičić, o Moho, posta a 5–10mwblu km di profondità.

La subduzione si verifica lungo una faglia caratterizzata da una direzione (angolo d'intersezione rispetto al nord geografico con la superficie topografica), e da un'inclinazione (angolo sulla verticale tra la superficie di faglia e la superficie topografica), da un hanging wall (superficie della porzione di crosta che sormonta) e da un footwall (superficie della porzione di crosta che viene sormontata). Il contatto tra zona subdotta e zona obdotta è invisibile in quanto si trova nella parte inferiore dell'avanfossa Appenninico, generalmente colmata da sedimenti, poiché la sedimentazione avviene ad una velocità molto più veloce della subduzione. In superficie si può rilevare solo il contatto tra l'hanging wall e i sedimenti dell'avanfossa, tranne che nel settore marino, dove la velocità sedimentazione è molto ridotta. Nel Nord Italia l'inclinazione della placca subdotta è tra 30-40º, ad una profondità media di 80–90mwblk km.cite-ref-referencec-33-0[33]

La zona di subduzione appenninica forma un arco irregolare, con centro di curvatura nel Mar Tirreno, esteso dalla base dell'Appennino Ligure presso la Pianura Padana, proseguente in mare aperto nell'Adriatico centrale, fino al mwbl8Gargano. Da qui l'arco flette verso l'interno della penisola, separando l'avampaese Apulo, e prosegue sino al mwbmaGolfo di Taranto, da dove piega a sud verso lo Ionio, poi a ovest, attraversando la Sicilia sudorientale, fino a raggiungere il Nord Africa.cite-ref-referencec-33-1[33] Il mantello superiore a circa 250mwbmu km di profondità si spezza nell'"Arco Appenninico settentrionale", e nell'"Arco Calabro-Peloritano", con forze compressionali agenti rispettivamente verso nordest e sudest. Queste strutture sono state spiegate attraverso modelli anche molto diversi, poiché mancano ancora dati definitivi. La tettonica, in ogni caso, non è dello stesso tipo che ha generato le Alpi.

Zona estensionale

Il lato occidentale della penisola è formato ad un sistema ad mwbmgmwbmkhorst e mwbmomwbmsgraben, dove la crosta, stirata dall'estensione del mantello sottostante, si è assottigliata e frantumata, lungo una serie di linee di faglia approssimativamente parallele, e i blocchi crostali in modo alterno sono sprofondati o sono stati sollevati dalla spinta isostatica, formando catene montuose e bacini intramontani con direzione più o meno perpendicolare a quella di estensione. Esempi importanti sono l'alta valle della mwbmwMagracite-ref-34[34] e la mwbneval Tiberina.cite-ref-35[35]

Forse anche: l'alternanza di piattaforme e bacini dell'Appennino Lucano.<ref&#x3E;{{cita web |url=http://www.grumentum.net/it/geologia&#x2D;e&#x2D;geomorfologia&#x2D;dellalta&#x2D;val&#x2D;dagri |accesso=19 giugno 2022 |titolo=Geologia e geomorfologia dell'alta Val d'Agri |sito=Grumentum.net |autore=A.Priore}}</ref&#x3E; !

Le catene montuose originatesi per pieghe sono formate da ampie mwbncanticlinali al nucleo dei massicci più elevati ed estesi degli Appennini, nel settore orientale; le catene montuose originatesi per faglia formano dorsali più basse e ripide, che geograficamente non sono considerate parte dell'Appennino, ma sono denominate "sub-Appennino" o "anti-Appennino». Queste montagne si trovano principalmente in mwbngToscana, mwbnkLazio e mwbnoCampania.

Sismicità

In virtù della convergenza della mwbn0placca euroasiatica con quella mwbn4africana, l'intero arco appenninico e le zone limitrofe sono soggette da sempre a fenomeni sismici ovvero mwbn8terremoti con presenza di numerose mwboafaglie attive ed una scala di mwboerischio sismico che va da 1 a 3.



Stabilità dei versanti

Il terreno degli Appennini (così come quello delle Alpi) è in gran parte instabile a causa di vari tipi di movimenti dei versanti: mwbqmfalls and slides of rocks and debris, flows of earth and mud, spreads of earth and sink holes (cascate e scivoli di roccia e detriti, i flussi di terra e fango, spread di terra) e doline.

L'mwbquIstituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, un'agenzia governativa fondata nel 2008 dalla fusione di tre enti preesistenti, ha pubblicato nello stesso anno una relazione speciale, mwbqyFrane in Italia, che sintetizza i risultati del Progetto IFFI, l'Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia, un ampio censimento governativo di frane a partire dal 1997. Al 31 dicembre 2007, aveva studiato e mappato oltre 482.272 frane su 20.500mwbqc km². I parametri considerati sono l'Indice Frana IF, il rapporto tra la superficie frana e la superficie totale di una regione, l'Indice Frana in aree montuose-collinari IFMC, e la densità di frane, che è il numero di eventi per 100mwbqg km². L'Italia nel suo complesso ha un IF di 6,8, un IFMC di 9,1 e una densità di 160. In mwbqkLombardia (con 13,9), mwbqoEmilia-Romagna (11,4), mwbqsMarche (19,4), mwbqwMolise (14,0), mwbq0Valle d'Aosta (16,0) e mwbq4Piemonte (9,1) gli IF sono significativamente più elevati.cite-ref-36[36]

Nell'Appennino i terreni più instabili sono situati, seguendo un ordine decrescente, nel versante orientale dell'Appennino Tosco-Emiliano, nell'Appennino centrale e nel fianco orientale del l'Appennino meridionale. Qui l'instabilità è paragonabile a quella nel settore meridionale delle Alpi. I terreni più stabili sono situati sul lato occidentale: mwbrqLiguria, mwbruToscano, mwbryUmbria e mwbrcLazio. L'Appennino sta scivolando a nord-est verso la Pianura Padana e l'avanfossa Adriatica. Le mwbrgslides con ampi movimenti di superficie traslazionale o rotazionale sono i più comuni.

Ghiacciai

Anche se al di fuori del massiccio del mwbrwGran Sasso d'Italia non esistono più ghiacciai, si sono osservate mwbr0morene Post-Plioceniche anche in Basilicata. Sono presenti nevai sul Gran Sasso, sulla mwbr4Maiella e sul Pollino.

Ambiente

Flora e fauna

La vegetazione dell'Appennino varia a seconda dell'altitudine anche se la mwbsyzonazione vegetale spontanea non sempre è molto significativa perché le altitudini non sono molto elevate. Nella fascia più bassa al di sotto dei 500–600 m la flora è essenzialmente rappresentata da specie che caratterizzano la mwbscmacchia (mwbsglecci, mwbsksugheri, mwbsofarnie, mwbsscerri, mwbswcastagni e mwbs0roveri). Alle altitudini superiori si sviluppano boschi di mwbs4faggio, mwbs8abete bianco e mwbtaontano caratterizzati da un sottobosco in cui si alternano a cespugli di mwbtefelci, mwbtiagrifogli, mwbtmginepri e mwbtqpini di tipo arbustaceo, piante erbacee (mwbtuanemoni, mwbtyacetoselle e mwbtccampanule). I boschi appenninici sono generalmente polifiti, ma non mancano formazioni monofite, come le abetaie e i castagneti della Toscana e le pinete della Sila calabra.

La caccia indiscriminata ha molto impoverito la fauna appenninica un tempo ricca delle più svariate specie animali. Solo nelle zone più impervie la composizione faunistica è rimasta intatta, mentre nel mwbtkParco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise sono tutelate molte specie che altrove sarebbero andate in estinzione. Molti i Mammiferi distribuiti lungo la dorsale: mwbtoorsi in Abruzzo, mwbtslupi, mwbtwcinghiali, mwbt0caprioli e mwbt4daini in Calabria, rari e distribuiti un po' ovunque nelle zone più biologicamente intatte: mwbt8donnole, mwbuapuzzole, mwbuefaine, mwbuimartore e mwbumtassi. Anche i Roditori prolificano fra la vegetazione appenninica: le mwbuqlepri, i mwbuuconigli selvatici, gli mwbuyscoiattoli, i mwbucghiri, i mwbugquercini, i mwbukmoscardini, i mwbuotopi, i mwbusratti e le mwbuwarvicole. Infine Uccelli e Rettili sono presenti con specie tipiche come: mwbu0rapaci diurni e mwbu4notturni, mwbu8passeriformi e mwbvagalliformi e insidiose mwbvevipere diffuse un po' ovunque, così come la mwbvibiscia dal collare.

Idrografia

Dall'Appennino nascono importanti fiumi italiani come il mwbvuPanaro, la mwbvySecchia, il mwbvcReno, il mwbvgMarecchia, il mwbvkRubicone, il mwbvoMetauro, l'mwbvsArno, il mwbvwTevere, il mwbv0Savio, il mwbv4Nera, il mwbv8Velino, il mwbwaSalto, il mwbweTurano, il mwbwiTronto, l'mwbwmAterno-Pescara, l'mwbwqAniene, il mwbwuLiri, il mwbwySangro, il mwbwcVolturno. Tra i laghi di origine glaciale di tipo alpino si ricordano il mwbwglago del Matese, il mwbwklago della Duchessa e il mwbwolago di Pilato, mentre numerosi lungo tutto l'arco appenninico sono i laghi artificiali.

Parchi nazionali
Comuni e centri abitati più elevati
Curiosità

Dagli Appennini ha preso nome una catena montuosa sulla mwbymLuna detta mwbyqMontes Apenninus.

Note

cite-note-siculo-11. Numerose fonti considerano i monti della Sicilia settentrionale come "Appennino Siculo". Si citano qui (in ordine cronologico): mwbzemwbziAlfeo Pozzi mwbzmL'Italia nelle sue presenti condizioni fisiche, politiche, economiche, e monumentali descritta alle scuole ed alle famiglie G. Agnelli, 1870 (pagina 84, testo consultabile su Google libri); mwbzqSocietà italiana di scienze naturali, mwbzuAtti della Società italiana di scienze naturali e del Museo civico di storia naturale in Milano, Volumi 37-38 (pagina 326); mwbzyTheobald Fischer, mwbzcLa penisola italiana: saggio di corografia scientifica, Unione Tipografico-editrice, 1902 (pagina 312); mwbzgAutori vari, mwbzkRivista geografica italiana, Volumi 77-78 edito dalla Società di studi geografici, 1970 (pagina 247) mwbzoL. Vizzani mwbzsL'Appennino Siculo-Calabro-Lucano, in: mwbzwModerne vedute sulla geologia dell'Appennino, atti dell'Accademia Nazionale dei Lincei, 1973 (pagine 15-37); mwbz0Adriana Pintori, Maribel Andreu, Adriana Pintori, mwbz4Diamoci dentro!: cultura e civiltà italiana editore Univ. Autònoma de Barcelona, 1996 (pagina 138); mwbz8Micaela Vissani, mwbaaRegioni d'Italia dall'A alla Z Giunti Editore, 1999 (pagina 159); mwbaeGiuseppe Maurici, Giuseppe Maurici Roby Manfrè Scuderi, mwbaiGuide dei Monti d'Italia - Sicilia Touring Editore, 2001 (pagina 28) mwbamTouring club italiano, mwbaqSicilia: Palermo e la Conca d'oro, Agrigento, Siracusa, Catania, Taormina, gli arcipelaghi e le isole Touring Editore, 2002 (pagina 271); mwbauDomenico Ligresti, mwbayDinamiche demografiche nella Sicilia moderna editore FrancoAngeli, 2002 (pagina 67) mwbacRuggiero Scrofani, mwbagTurismo nautico e distretti turistici siciliani editore FrancoAngeli, 2009 (pagina 99); mwbakF. Toppetti, mwbaoPaesaggi e città storica. Teorie e politiche del progetto Alinea Editrice, 2011 (pagina 143). L'Enciclopedia Treccani considera i rilievi settentrionali della Sicilia come continuazione degli Appennini. Vedi la voce mwbasmwbawmwba0mwba4Appennino., da cui si citano le seguenti frasiː mwba8...forma, per 1350 km, la spina dorsale della penisola italiana fino allo Stretto di Messina, oltre il quale continua nei rilievi settentrionali della Sicilia; mwbbaL'Appennino si distingue generalmente in tre sezioni: Settentrionale, Centrale, Meridionale, alle quali si può aggiungere l'Appennino Siculo. Nello stesso modo si regola il Vocabolario Treccani alla voce mwbbemwbbimwbbmmwbbqAppennino.. Inoltre, nel 2000, il Ministero dell'Ambiente ha incluso i monti della Sicilia settentrionale nella catena appenninica, nell'ambito del progetto "Appennino parco d'Europa". Vedi il documento dell'mwbbuIUCN mwbbymwbbcmwbbgmwbbkTerritorial strategies and environmental continuity in mountain systems: the case of the Apennines (Italy) (mwbbomwbbsPDF) mwbbw(archiviato dall'mwbb0url originale il 20 febbraio 2012)., di Roberto Gambino e Bernardino Romano.
cite-note-22. A titolo di esempio, si riportano un'enciclopedia, un vocabolario, un testo scolastico. Enciclopedia Treccani, voce mwbcemwbcimwbcmmwbcqAppennino.; Vocabolario Treccani, voce mwbcumwbcymwbccmwbcgAppennino.; Guido Corradi - Monica Morazzoni - Brunella Pisani mwbckGeotour, RCS Libri education Spa, 2008. ISBN 978-88-23100-65-7. Consultabile a mwbcsmwbcwmwbc0questa pagina (mwbc4mwbc8PDF)..
cite-note-33. mwbdmmwbdqmwbduApennines, in mwbdy1911 Encyclopædia Britannica, Volume 2. mwbdcURL consultato il 2 novembre 2021.
cite-note-44. mwbds(mwbdwmwbd0EN) W. Deecke, mwbd4mwbd8Italy. A popular account of the country, its people, and its institutions (including Malta and Sardinia), 1907, p.mwbea 23. mwbei«L'etimologia è dubbia, ma alcuni lo fanno derivare dal ligure-celtico Pen o Ben, che significa cima di montagna»
cite-note-55. mwbeymwbecmwbegAlpi e Appennini, su mwbekEniscuola, 7 gennaio 2010. mwbeoURL consultato il 19 dicembre 2016.
cite-note-66. mwbe4mwbe8mwbfaAppennini in "Enciclopedia dei ragazzi", su mwbfetreccani.it. mwbfiURL consultato il 19 dicembre 2016.
cite-note-77. Aurelio Romano mwbfyTradizioni militari italiane, De Angelis, 1867 (pagina 11).
cite-note-88. Battista Melzi, Alfredo Comandini mwbfoIl nuovissimo Melzi: dizionario italiano..., A. Vallardi, 1920 (pagina 563).
cite-note-99. mwbf4mwbf8mwbgaMontagne d'Italia, Istituto geografico De Agostini, 2002, p.mwbge mwbgimwbgmmwbgq20., mwbguISBNmwbgy 9788841804636.
cite-note-1010. Anche l'Enciclopedia Britannica include i rilievi settentrionali della Sicilia negli Appennini: alla voce mwbgsmwbgwmwbg0mwbg4Apennine Range. (Catena Appenninica), di cui sono autori Maurizio Parotto, Bruno Accordi e Thomas M. Poulsen, riporta nell'incipit questa fraseː mwbg8From Cadibona Pass in the northwest, close to the Maritime Alps, they form a great arc, which extends as far as the Egadi Islands to the west of Sicily. Their total length is approximately 870 miles (1,400 kilometres) (Dal Passo di Cadibona, nel Nord-ovest, adiacente alle Alpi Marittime, essi formano un grande arco, che si estende fino alle Isole Egadi, nella Sicilia occidentale. La loro lunghezza totale è approssimativamente di 870 miglia (1400 km).
cite-note-1111. mwbhmmwbhqmwbhuAtlante geologico mwbhy(archiviato dall'mwbhcurl originale il 16 aprile 2015). mwbhk«Il Gruppo di Voltri è un complesso di metaofioliti e metasedimenti ubicato nel settore centro - occidentale della Liguria, e costituisce l'estrema porzione meridionale delle Alpi Occidentali. Strutturalmente è definito come un sistema composito di falde metamorfiche, situato in posizione interna rispetto all'arco alpino occidentale e corrisponde, nella catena alpino - appenninica, all'emersione di un livello crostale profondo»
cite-note-1212. Capponi G.; Gosso G.; Scambelluri M.; Siletto G. B.; Tallone S., mwbh0Carta geologico-strutturale del settore centro-meridionale del Gruppo di Voltri (Alpi Liguri) e note illustrative, Bollettino della Società Geologica Italiana.
cite-note-1313. mwbiemwbiimwbimsito di divulgazione scientifica.
cite-note-1414. mwbicmwbigmwbikSito Eni scuola (mwbiomwbisPDF) mwbiw(archiviato dall'mwbi0url originale il 6 maggio 2014).
cite-note-referenceb-1515. Si riportano le fonti per tre punti di vista diversi sul limite tra Appennino tosco-emiliano (e quindi settentrionale) ed umbro-marchigiano (e quindi centrale). Tra le fonti che considerano il valico di Bocca Trabaria il limite tra Appennino Tosco-emiliano (e quindi l'Appennino settentrionale) ed Appennino Umbro-marchigiano (e quindi l'Appennino centrale) si citano: mwbjcmwbjgmwbjkmwbjomwbjsAppennino umbro-marchigiano, su mwbjwtreccani.it.; mwbj0mwbj4mwbj8mwbkaAppennino tosco-emiliano, su mwbketreccani.it.; mwbkimwbkmmwbkqmwbkuBocca Trabaria, su mwbkytreccani.it. mwbkcSito ufficiale della regione Marche, pagina mwbkgmwbkkmwbkomwbksAlpe della Luna - Bocca Trabaria. mwbkwRomano Gasperoni, Fulvio Fulvi, mwbk0Umbria e Marche, edizioni Fabri, 1985 (pagina 94) mwbk4mwbk8Marco Salvo e Daniele Canossini, mwblamwbleAppennino ligure e tosco-emiliano, Touring Editore, 2003, p.mwbli 479, mwblmISBNmwblq 978-88-365-2775-5. mwblyURL consultato il 6 gennaio 2026. mwblcmwblgAdriana Pintori e Maribel Andreu, mwblkmwbloDiamoci dentro! cultura e civiltà italiana, Univ. Autònoma de Barcelona, 1998, mwblsISBNmwblw 978-84-490-0728-6. mwbl4URL consultato il 6 gennaio 2026. mwbl8Romano Gasperroni, inmwbma Viaggio in Italia – anno II – volume 37 – Appennino Umbro-Marchigiano, (Gruppo Editoriale Fabbri) Milano 1983; mwbmeUniversità di Bologna - Istituto di geografia - mwbmiStudi geografici... (pagina 114) Tra le fonti che considerano invece come limite il valico di Bocca Serriola si citano: mwbmmmwbmqmwbmumwbmymwbmcAppennino, su mwbmgtreccani.it. mwbmkmwbmomwbmsmwbmwBocca Serriola, su mwbm0treccani.it. mwbm4Bruno Nice, mwbm8Questo Nostro Mondo – L'Italia (Istituto Geografico De Agostini – Novara); mwbnaSito della Comunità montana dell'alto Tevere umbro, pagina mwbnemwbnimwbnmmwbnqLa geografia mwbnu(archiviato dall'mwbnyurl originale il 7 maggio 2006).; mwbncEnciclopedia Sapere.it, pagina mwbngmwbnkmwbnomwbnsAppennino Tosco-Emiliano.. Ci sono infine fonti che considerano come limite tutta la zona compresa tra i due valichi suddetti; tra queste si citano: mwbnwmwbn0Enciclopedia Treccani, voce mwbn4mwbn8mwboamwboeAppennino.; mwboimwbomInformatore botanico italiano - volume 20 - (pagina 454).
cite-note-1616. mwbocmwbogmwbokSorgente del Tevere - Luoghi di interesse naturalistico - Sito di Informazione Turistica Valle del Savio.
cite-note-1717. Torquato Nanni – Geologia delle Marche.
cite-note-torrita-1818. Secondo altri dal mwbpiPasso della Torrita
cite-note-1919. mwbpymwbpcmwbpgLazio: (non compresa Roma e dintorni), Touring Editore, 1981, mwbpkISBNmwbpo 978-88-365-0015-4. mwbpwURL consultato il 6 gennaio 2026.
cite-note-adrianapintori-2020. Adriana Pintori, Maribel Andreu, mwbqiDiamoci dentro! Cultura e civiltà italiana, edito dall'Università Autonoma di Barcellona, 1996 (pagina 95)
cite-note-2121. Enciclopedia Treccani, voce mwbqymwbqcmwbqgmwbqkSubappennino..
cite-note-2222. Enciclopedia Treccani, voce mwbq0mwbq4mwbq8mwbraAntiappennino.;
cite-note-2323. Enciclopedia mwbrqSapere, voce mwbrumwbrymwbrcmwbrgAntiappennino..
cite-note-2424. Ad esempio, in Puglia, il Subappennino Dauno è chiamato anche "Preappennino dauno". Si veda il sito della regione Puglia, all'articolo mwbrwmwbr0mwbr4mwbr8Subappennino dauno (mwbsamwbsePDF)..
cite-note-2525. mwbsuEnciclopedia storico geografica, Società editrice internazionale, 1976, volume 1 - voce mwbsyAppennini (pagina 19).
cite-note-2626. Theobald Fischer, mwbsoLa penisola italiana: saggio di corografia scientifica, Unione Tipografico-editrice, 1902, (pagina 214). Da questo testo si riporta la seguente citazioneː mwbss...ogni autore che ha adoperato questi termini ha loro attribuito un significato proprio e diverso da quello assegnatogli dagli altri. mwbswmwbs0Enciclopedia Treccani, voce mwbs4mwbs8mwbtamwbteSubappennino.; mwbtiEmanuele Latini, mwbtmmwbtqmwbtumwbtyGli Appennini: caratteri generali, toponomastica e partizione..
cite-note-2727. mwbtoCXLVI, versi 13-14
cite-note-sapere-281. L'Appennino tosco-emiliano secondo molte fonti comprende tutto il tratto degli Appennini compreso tra l'Appennino ligure e quello umbro-marchigiano. Può però essere suddiviso in Appennino tosco emiliano in senso stretto (tra l'Emilia e la Toscana) e Appennino Tosco-Romagnolo (tra la Romagna e la Toscana). Vediː Touring Club Italiano, mwbt4Guide rosse d'Italia, volume mwbt8Emilia-Romagna (pagina 20); mwbuamwbuemwbuiAppennino o Appennini su Enciclopedia.
cite-note-2929. mwbuymwbucJames 2004,mwbug pp. 3-4.
cite-note-3030. mwbuwmwbu0Ollier 2000,mwbu4 p. 77.
cite-note-3131. mwbvimwbvmmwbvqAward#0208652 - COLLABORATIVE RESEARCH: Retreating-Trench, Extension, and Accretion Tectonics (RETREAT): a Multidisciplinary Study of the Northern Apennines.
cite-note-referencea-3232. mwbvomwbvsMargheriti 2006,mwbvw p. 1120.
cite-note-referencec-3333. mwbwimwbwmMargheriti 2006,mwbwq p. 1124.
cite-note-3434. mwbwgP.Elter, mwbwkmwbwoIntroduzione alla geologia dell’Appennino Ligure-Emiliano (mwbwsmwbwwPDF), su mwbw0ambiente.regione.emilia-romagna.it. mwbw4URL consultato il 19 giugno 2022.
cite-note-3535. mwbximwbxmmwbxqLineamenti geologici del bacino del Tevere (mwbxumwbxyPDF), su mwbxcabtevere.it. mwbxgURL consultato il 19 giugno 2022.
cite-note-3636. mwbxwmwbx0Trigila 2008,mwbx4 pp. 15-16.

Bibliografia

• G. de Lorenzo, "Studi di geologia nell'Appennino meridionale," mwbyiAtti d. R. Accad. d. Sci, Fis. e Mat., Napoli, ser. 2, vol. viii., no. 7 (1896)
• F. Sacco, "L'Appennino settentrionale," mwbyqBoll. Soc. geol. Ital. (1893-1899).

Libri

• citerefollier-2000(EN) Cliff Ollier, Colin Pain, The origin of mountains, Londra, Routledge, 2000.

Pubblicazioni

• citerefjames-2004(EN) Kristen James, Determining the source for the magmas of Monte Amiata (Central Italy) using strontium, neodymium, and lead isotopes (PDF), Carleton Geology Department: Geology Comps Papers, Liberal Arts Scholarly Repository (LASR), 2004. URL consultato il 2 dicembre 2020 (archiviato dall'url originale l'11 aprile 2015).
• citerefmargheriti-2006Lucia Margheriti, et al., The subduction structure of the Northern Apennines: results for the RETREAT seismic deployment (PDF), in Annals of Geophysics, Volume 49, Numeri 4/5, agosto/ottobre 2006. URL consultato il 20 maggio 2010 (archiviato dall'url originale il 19 giugno 2010).
• citereftrigila-2008Alessandro Trigila, Carla Iadanza, Frane in Italia:relazione speciale 2008 (PDF), Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), 2008. URL consultato il 20 maggio 2010 (archiviato dall'url originale il 17 luglio 2011).

Voci correlate
Altri progetti

Altri progetti

• Wikiquote
• Wikizionario
• Wikimedia Commons

• Wikiquote contiene citazioni di o su Appennini
• Wikizionario contiene il lemma di dizionario «Appennini»
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Appennini